— Ubbidirti? — egli proruppe passando di sorpresa in sorpresa. — Gli hai imposto tu di partire?

Ella gli riferì il colloquio avuto con Mario il giorno innanzi. Il professore durò fatica a non interromperla cento volte.

— Non difenderlo, non iscusarlo — egli esclamò finalmente, misurando a lunghi passi la stanza. — Che amore era il suo?... Ha potuto sentirti parlare come gli parlavi, e non è caduto a' tuoi piedi, e non si pentì delle sue esitazioni e non rinnovò i suoi giuramenti? T'ha abbandonata, è fuggito perchè le tue guance sono men floride, perchè i tuoi occhi sono meno scintillanti d'un tempo? E tu gli perdoni, e gli perdoneranno tutti, e la sua vigliaccheria resterà impunita? Oh come intendo in questo momento il piacere della vendetta!... Come disprezzo questa scienza vantata che sfibra le virtù del braccio e dell'animo!... Come volentieri la darei tutta quanta per essere un forte, per colpire inesorabilmente colui che ti rende infelice!

— Mio cavaliere — rispose la giovinetta, atteggiando il labbro a un malinconico sorriso — non voglio che tu mi vendichi... Non c'è offesa da vendicare... Mario era pronto a sposarmi, fui io che gli resi la sua parola... S'egli mi avesse resistito, sarebbe stato un eroe, e non si può pretender dagli uomini che siano eroi... Forse è stato meglio così.

— Ma pur tu lo amavi?

— Oh sì... Quando credevo di poter essere una valida alleata del suo ingegno, uno strumento della sua gloria. Appena cominciai a dubitare che gli sarei stata d'impaccio, cominciai anche ad amarlo meno... Sono orgogliosa...

— Gilda!... E l'avvenire?

— Starò qui come sono stata finora; mi rimetterò a studiare... le donne brutte studiano... copierò i tuoi manoscritti, ti aiuterò nei tuoi esperimenti...

Egli le diede sulla voce. — Non parlarmi dei miei esperimenti... Il mio laboratorio io l'abborro... Voglio distruggerlo... O almeno voglio chiuderne l'uscio per sempre...

— Lo riapriremo insieme, zio Aldo — rispose la Gilda. — Rammento ancora le mattine che vi ho passate, a bocca aperta, tempestandoti d'interrogazioni, ammirando la vastità del tuo sapere, e la infinita pazienza che avevi con me... Povera cameretta! Da due anni la trascuravo e ne fui punita... Oh se si potesse tornare indietro di due anni!... Proviamo, zio Aldo.