— E mi salvasti.
— Sì, ma la mia ferita si faceva più larga e profonda. Dal tuo alito infocato, dal tocco delle tue mani ardenti per la febbre, io aspiravo l'amore... E non avevo speranze, e non avevo altro desiderio che quello d'espiare un minuto d'oblìo... Non era per me ch'io ti conservavo in vita, era per l'uomo a cui tu avevi giurato la tua fede. Spesso mi pareva ch'egli non t'amasse abbastanza e me ne sdegnavo; ma pure (lo crederesti?) sentivo una specie d'orgoglio all'idea che il mio amore ignorato fosse più forte del suo... Accarezzavo col pensiero la mia infinita miseria. Quando non s'ha più che il dolore, si vuole almeno che il dolore sia grande... Intanto m'abbandonavo a occhi chiusi alla corrente, aspettando da un momento all'altro che tu mi fossi tolta per sempre... Ma no; tu non mi sei tolta, tu rimani; e io mi domando ancora se tutto ciò non è un sogno, mi domando se sono ben desto... Gilda, Gilda, sei tu sicura di non ubbidire a un impeto subitaneo, di non cedere a un movimento di pietà verso di me, di dispetto verso un altro?... Se ti pentissi domani! Se Mario tornasse!
— Uomo di poca fede!... Non è un capriccio il mio, non è un desiderio di vendetta... Quante volte, in mezzo ai patimenti di questi ultimi mesi, io confrontavo in silenzio l'amor tuo con quello dell'uomo che avrebbe dovuto sposarmi!... Quante volte, se eravate entrambi accanto al mio letto, io studiavo l'espressione diversa dei vostri volti; nel tuo una tenerezza infinita, in quello di Mario un tedio profondo! E dicevo: Mario amava la mia bellezza che è svanita; lo zio Aldo mi ama qual sono, mi ama forse di più dacchè cessai di esser bella...
— E vero, è vero...
— Dicevo: Mario non è un triste, non è un vile; egli terrà la sua parola, ma io avrò il rimorso di aver fatto una vittima... E così il mio cuore s'allontanava a mano a mano da lui e s'avvicinava a te... a te ch'eri stato la mia provvidenza, a te cui speravo di poter dar qualche gioia. Oh Mario non tornerà; egli è troppo lieto della libertà che gli è resa; egli insegue il suo ideale d'artista, va dove lo chiama la sua anima appassionata del bello... Se tornasse...
— Ebbene? Che faresti?
— Ebbene? Farei... così — ella gridò gettandoglisi fra le braccia — e ti direi: Son la tua sposa difendimi... Mi crederesti allora?
— Ti credo, ti credo — proruppe il dottor Romualdo, stringendo al seno con impeto quel capo diletto. E mentre la copriva di baci, mormorava:
— Oh Gilda!... Amor mio!
— Non ci odii dunque più, noi povere donne? — ella chiese con malizia.