— E quando te lo avranno assolto come ne ho fede, — ripigliò la Dorelli senza badare all'interruzione, — non ci sarà più da discorrer di macchie sull'onore.

— Tu credi? — domandò la Virginia, rialzando il viso con una strana espressione negli occhi.

Ma non soggiunse altro.

Invece, rivoltasi alla madre che le si avvicinava per porgerle il calmante:

— No, grazie, — le disse, — è passato.

III.

Una violenta scampanellata, uno sbatacchiar d'usci, un rumore di passi. Erano le dieci e pochi minuti.

— Signora Albissola! Signora Virginia! Assolto! Assolti tutti! — urlò dal di fuori Vittorio Dorelli che veniva trafelato dalla Corte d'Assise.

La Virginia, pallidissima, si slanciò nell'andito e gli tese ambe le mani. — È proprio vero?... Assolto?

— Diamine! Ho sentito coi miei orecchi. E ho voluto essere il primo a dar la notizia!... Avevo giù la mia bicicletta, e via come un fulmine, a rischio di farmi mettere in contravvenzione.