— Forse dorme.... Lo sveglierà il suo papà.... Già Michele vorrà vederli tutti e tre i suoi bambini. La Olga e Giorgetto saranno con gli angioli.
La cameriera fece un segno affermativo col capo.
— In ogni modo, — le ordinò la signora Clara, — salite piano un momento e sappiateci dire se Carlino si muove.
La Virginia guardava con riconoscenza sua madre che la liberava dalle cure di padrona di casa; guardava con ammirazione quella donnetta di circa sessant'anni, che nonostante i molti dolori sofferti (aveva perduto in gioventù due figliuoli e recentemente un marito adorato) conservava intatta la serenità dell'umore e la vigoria della fibra. Ella, la Virginia, si sentiva così vecchia, così stanca, così accasciata!
La signora Clara accostò la mano all'orecchio e si mise in ascolto.
— Che c'è? — dissero a una voce la Virginia e i Dorelli. — Son qui?
— No, è disopra.... È Carlino.... Sicuro è Carlino che strepita.... Eccolo che fa la scala in due salti.
E il bimbo si precipitò nel salotto in maniche di camicia, con la faccia accesa, coi capelli arruffati, con le scarpe slacciate, coi calzoncini cascanti.
La Luisa si sfiatava a urlargli dietro: — Ma aspetti.... Ma prenda la roba.
Carlino non le badava neppure, e gridava: — Il babbo, dov'è il mio babbo?... Voglio il babbo, io....