Albissola si strinse nelle spalle. — Non s'è mai scialato.... Si spendeva in relazione alla nostra rendita, alla nostra posizione sociale.... Se poi è capitata una crisi, pazienza!... Ora, naturalmente, non siamo più quelli d'una volta.... Ma torneremo.... oh se torneremo!... Post fata resurgunt... Non son uomo da accontentarmi d'un posto subalterno, io.... Lo so bene che c'è della gente che vorrebbe vedermi umiliato, avvilito, che a questo patto m'accorderebbe forse il suo patrocinio.... Poveri sciocchi! Avranno un bell'aspettare.... Se non ho perduto la mia salute, la mia energia, il mio buonumore in questi dodici mesi, si figurino se mi lascio abbattere ora che son padrone di me, nel pieno possesso di tutte le mie forze e di tutta la mia intelligenza.... Ma non aver paura, Virginia.... Si può esser audaci e prudenti nel medesimo tempo, e tu non avrai più da passare quello che hai passato.... Via, via, non malinconie oggi.... E non bisticciamoci la prima sera che stiamo insieme dopo tante tribolazioni.

Alzandosi in piedi, Michele sfiorò con una carezza la guancia della moglie che arrossì e ritrasse il viso istintivamente. Egli sorrise. Indi, voltatosi verso Carlino che ormai stentava a tener aperti gli occhi, soggiunse: — Adesso poi, Carlino, va a letto.

Il fanciullo uscì dal suo dormiveglia con un sobbalzo. — Ma io non ho sonno.

— Carlino va a letto con il suo babbo.... — seguitò Albissola.

— Allora sì, allora sì, — gridò il figliuolo battendo le mani.

— Cioè, — corresse il padre, — il suo babbo l'accompagna, lo aiuta a svestirsi, lo mette sotto le coperte.... Così do un bacio a Giorgetto e alla Olga, senza svegliarli....

— Io ti mostrerò domani quelle carte, — disse Gustavo al fratello.

— No, tu vieni con me dai bimbi.... Dopo, andremo insieme nello studio....

— Ma, Michele! — esclamò la Virginia. — Va piuttosto a riposare.

— Eh, con Gustavo ci spicciamo in meno di mezz'ora.