— Nient'altro. Buon giorno, cara.

Dopo un po' di toilette mi accingo a discendere, e nel dar un'ultima occhiata all'ingiro m'accorgo d'una tabella appesa accanto al letto, come un'immagine sacra. Una tabella, del resto, molto pratica e savia, ove sono indicati l'orario della cura e quello dei pasti, i prezzi giornalieri della camera, del vitto e gli accessori, tra cui la visita medica obbligatoria all'arrivo. Sommato tutto quanto, è un conto salato. Pazienza!

L'amico.

Oh gioia insperata! Quelle due braccia che s'agitavano festosamente al mio arrivo appartenevano ad un amico, ad un carissimo amico. Chi è? Non lo so, almeno fin ch'egli non me lo abbia detto; so ch'egli aspettava con impazienza ch'io uscissi di camera, so che mi corre incontro e che mi esprime il suo piacere infinito di vedermi.

— Grazie, grazie.... Ma con chi ho l'onore....?

— Come? Non mi ravvisa?

— Ecco.... la fisonomia mi è nota.... Ma il nome.... al momento....

— Già, in città ci si urta coi gomiti migliaia di volte senz'aver l'occasione di parlar insieme.

E l'espansivo uomo m'informa del suo nome e cognome, della sua professione, del suo domicilio, delle sue condizioni domestiche, eccetera, eccetera.... M'incontra quasi ogni mattina nella tale strada, presso il tal ponte; egli va al suo ufficio, io probabilmente andrò alla mia scuola;.... perchè egli sa benissimo ch'io occupo una cattedra al nostro Istituto superiore.... anzi il nipote d'un cugino di suo cognato, anni addietro, era stato mio studente.... E come parlava di me!... Tutti, del resto, ne parlano bene.... Io sono una di quelle persone (così dice almeno il mio affabile interlocutore) sul conto delle quali non c'è alcun disparere.... Perciò egli era tanto lieto di mettersi a mia disposizione.... Ero nuovo del sito?

— Ma.... sì....