Il malato accennò di sì col capo.

— La misericordia di Dio è infinita e non manca mai a chi si pente con sincerità ed effusione di cuore. Vi pentite, figliuolo?

— Sì, sì.

Docile, ubbidiente, il signor Saverio, col poco fiato che gli rimaneva, compì il suo atto di contrizione, ripetè con fervore le preghiere recitate dal sacerdote, promise, se il cielo gli accordava ancora qualche anno di vita (non lo sperava, ma al Signore nulla è impossibile) promise di condurre d'allora innanzi la farmacia secondo le norme della più rigorosa onestà, di frequentare le funzioni di chiesa, di osservare il magro e i digiuni, di ristaurare a sue spese il campanile e di andare nel settembre in pellegrinaggio alla Madonna di Monte Balestro. Tutte cose che spiegavano l'affermazione enfatica di don Prospero: — Fa una gran bella morte.

IV.

Appena guarito, il signor Saverio Dorini portò al parroco un acconto della somma necessaria pei lavori del campanile, vi aggiunse un'offerta per i poveri, e s'intrattenne lungamente di soggetti religiosi, mostrando tutto lo zelo d'un neofita.

— Bravo, bravo, figliuolo, — diceva don Prospero. — Mi avete dato una delle maggiori consolazioni della mia vita.... Ma intendiamoci, veh.... Voi dovete mantenere il vostro impegno circa alla farmacia.... Non più sotterfugi, non più falsificazioni.... Prodotti genuini, e nient'altro.

— Si figuri, don Prospero.... E poi non verrò da lei ogni mese?.... Non le racconterò tutto.... in confessione?

— Anche fuori di confessione.... quando volete.... nel mio orto, a tu per tu, con un buon bicchiere di vino davanti.

— No, no, son temi delicati.... E mi raccomando, per carità.... Di quello che ha saputo....