— Addio incognito, — notò, scherzando, Varesio.
Indispettito, il Ministro si rincantucciò nell'angolo del fiacre.
Ma lì veniva a cercarlo, attraverso il vetro circolare del finestrino centrale, lo sguardo inquieto del cocchiere che non aveva ancora capito qual personaggio avesse in carrozza. Era, sia detto a sua scusa, un vecchio misantropo che si mescolava poco ai suoi colleghi, e non frequentava le bettole e non leggeva i giornali.
— E ora questo balordo che si volta ogni momento ci farà ribaltare, — borbottò Cervara.
— Speriamo di no.
— Speriamolo, — ripetè laconicamente il Ministro. E riprese: — Ah, se non dovessi partir domani per Roma vorrei che andassimo un giorno insieme in tutti quei posti ove andavamo da studenti, al Caffè Narciso, per esempio. C'è sempre?
— Ha cambiato nome. È Caffè Caprera.
— Ecco perchè non mi raccapezzavo. E l'osteria Al doppio litro, fuori di Porta Merlata, c'è?
— C'è.
— Continua ad attirar gli studenti?