— Insomma, t'accompagno io a casa. Dà il tuo indirizzo.... su, su.

Ma Varesio si schermiva ancora. — Sto al capo opposto della città.

— Ragione di più, — ribattè il Ministro. E con amichevole violenza forzò Varesio a montare.

Il vetturale fece un gesto per chiedere: Dove? Sua Eccellenza accennò a Varesio.

— Domandate al signore.

L'interrogato si decise a indicare il nome di una strada, scusandosi che fosse proprio agli antipodi.

— Gran che! — esclamò il Ministro. — Non siamo nè a Londra, nè a Parigi. — Il cocchiere montò in serpe e sferzò il cavallo.

Alla barriera vi fu una sosta. Una guardia daziaria si accostò allo sportello. — Niente di da....?

Ma non finì la parola, tale fu lo sgomento che lo colse trovandosi faccia a faccia con Sua Eccellenza.

Ritto sotto la pioggia, con la mano destra al berrétto in atto di saluto militare: — Avanti, avanti, — disse al fiaccheraio. E nello stesso tempo gli slanciava un'occhiata fulminea. O non poteva avvisarlo, quell'imbecille?