— Sì.... Era entrato nella magistratura anche lui, e morì pretore in Sardegna.... Roba vecchia ormai!
— E gli altri due che hai nominato? Rispolo e Marcucci, mi pare.... È curioso, non riesco a farmeli venire in mente.
— Come? Nemmeno Rispolo, il nostro baritono, che ci assordava con quel suo: Sì vendetta, tremenda vendetta?
— Ah, quello era?... Quello con due grandi baffi che molti di noi gl'invidiavano? L'immagine della salute e della forza?... Morto?
— Dopo aver fatto cento mestieri: il cantante, l'impiegato, l'agente teatrale, il faccendiere.... Anzi, in seguito ad affari un po' loschi, era dovuto emigrare agli Stati Uniti, ove lasciò la pelle in uno scontro ferroviario, tre o quattr'anni or sono.
— Che fine tragica!... E Marcucci, chi era Marcucci?
— Un romantico magro, allampanato, che quando aveva bevuto un bicchiere di troppo piangeva a calde lacrime, e parlava in francese, e voleva abbracciar tutti.... Non diventava una fiera che se gli toccavano la sua Luisa.... A proposito, la Luisa era una delle ragazze che qualche volta venivano a cena con noi.... Era molto bellina; alta, snella, coi riccioli bruni.... Lavorava di guanti, pel negozio Gragno, sotto i portici.
— Sì, sì.... Ne ho una reminiscenza confusa....
— Ebbene; Marcucci, non riuscendo a liberarsene, la sposò.... Poi si son divisi, si son riuniti, si son tornati a dividere, e finalmente son morti a due mesi d'intervallo.
— Dio, che cimitero! — interruppe Cervara. — Passiamo ai vivi.