— Oh, — ripigliò Varesio, — non credere che ci sia molto da dire.... Intanto, da te in fuori, nessuno è salito in auge.
— Per carità, tira via.... Son di quei gusti che si pagano salati.
Varesio continuò. — Staglieno e Vischi fanno gli avvocati a Milano, Ludovisio è sostituto procuratore generale in Romagna.
— Passerà presto in cassazione, — notò il Ministro. — Credo che il decreto sia già sottoposto alla firma di Sua Maestà.
— Ecco che sul conto di questo sei più informato di me, — osservò l'amico. — E Fedrighi che tempesta mezzo mondo con domande di sussidi, è impossibile che non t'abbia mai preso di mira.
— Figurati. Ricevevo una sua lettera ogni quindici giorni. A Roma un anno fa ho dovuto metterlo alla porta. Egli se ne vendicò con un libello inserito in una gazzettaccia di provincia.... Quel Fedrighi chi avrebbe creduto che fosse disceso così basso?... Se c'era uno a cui fosse lecito pronosticare un avvenire brillante, era lui.... Aveva una facoltà d'assimilazione maravigliosa.
— Sono i suoi vizi che l'hanno ridotto a quel punto.
Varesio menzionò altri condiscepoli che a lui pure erano sfuggiti di vista e dei quali ignorava che cosa facessero e dove fossero. Ma dietro a questi s'agitava, assai più numerosa, nella memoria sua e in quella di Cervara, una turba anonima; fantasmi vaporosi che per un istante accennavano a emerger nella luce, a pigliar forma e colore, e che ripiombavano poi nelle tenebre.
— Ah! — pensava il Ministro. — È pur triste la vita! Si è passata insieme la giovinezza ricca di entusiasmi e di fede, affratellati nella più dolce e gaja intimità, seduti sullo stesso banco alla scuola, alla stessa tavola alla trattoria; si è partecipato alle stesse solennità, battendo le palme nel medesimo applauso, alzando le voci nel medesimo grido; ed ecco che, appena il portone universitario si è chiuso l'ultima volta dietro di noi, è come se un turbine c'investa e disperda. Pochi anni bastano a renderci o nemici, o estranei, o, peggio ancora, ignoti gli uni agli altri; ignoti così che il labbro non riesce nemmeno a formare il nome di molti fra i camerati d'un tempo.... E che cosa si sa anche di quelli di cui pur si trovan le traccie?
A questo punto Sua Eccellenza dovette riconoscere ch'egli ne sapeva pochissimo di Varesio, il quale, tranne che del suo matrimonio e della sua vedovanza, non aveva finora detto nulla dei fatti suoi.