Ella ritirò dall'acqua i remi stillanti e si accostò a lui che l'aveva chiamata.
— Come sei gelato, come sei pallido! — ella esclamò prendendogli le mani.
— Le mie pupille si velano, il sole si offusca ai miei sguardi. Ma te vedo ancora, o Risorta.... Più presso, più presso.
Ora ella gli si era inginocchiata ai piedi, ed egli ravvolgeva le ceree dita sottili nei biondi capelli di lei.
— Sei pur bella. Risorta.
Ella scosse la testa, e i biondi capelli si sciolsero, ricaddero in massa giù per le spalle.
— Ricordi?
Tutto egli ricordava: gli anni dell'attesa, gli anni dell'amore, gli anni dell'abbandono; ricordava le grazie ineffabili della bambina, le seduzioni irresistibili della donna, le carezze inebbrianti, le parole soavi; e poi.... e poi l'addio secco e crudele.... Ma ell'era tornata, e questo pensiero toglieva ogni acerbità alla memoria dell'abbandono e del tradimento.
— Il primo giorno che ti ho vista, — sussurrò il Poeta come in un soffio, — era un giorno di gioia e ho cantato la vita; oggi vorrei cantare la morte, la morte buona e pietosa.... È dolce morire così.
Ancora una volta i suoi polmoni aspirarono l'aria salubre, ancora una volta i suoi occhi cercarono fermar le immagini fuggitive; indi la testa gli ripiombò inerte sul petto.