— Nossignore, — protestò Gino offeso nel suo amor proprio. — Traduco Cornelio Nipote.

— Nientemeno?... E dimmi, — soggiunse Bertalia in tuono carezzevole, — saremo poi esonerati dagli esami?

— Non c'è dubbio. Ho le medie di tutti i bimestri superiori all'otto.

— Bravo il mio bimbo! — disse il professore accostando la sua guancia a quella del ragazzo.

A veder quelle due teste che si toccavano s'era colpiti dalla rassomiglianza ch'esisteva fra loro. Avevano tutti e due, padre e figliuolo, fronte spaziosa, occhi bruni, incavati, profondi, naso aquilino, tinta olivastra, bocca un po' grande, mento largo e massiccio. Persino i capelli si rassomigliavano, benchè quelli di Corrado Bertalia fossero radi e bianchi e quelli di Gino folti e castani; si somigliavano nella lucentezza metallica, nella piega leggermente ondulata. Certo a pochi genitori accade di stampar nella prole una così vigorosa impronta della loro paternità com'era accaduto al professore Bertalia con quell'unico rampollo, natogli quand'egli scendeva già la parabola della vita.

L'uscio si aperse e una donna comparve sulla soglia. Indossava una toilette da mattina, semplice ed elegante, abito di mussola bianca punteggiato di rosso, cappello di paglia di Firenze guarnito di rose e mughetti; teneva in mano un piccolo ombrellino di seta celeste chiara con frangie e pizzi. Le larghe maniche lasciavano veder il polso sottile e il principio del braccio nudo, d'un candore latteo; la bionda capigliatura opulenta era raccolta in treccie dietro la nuca; solo qualche ricciolo indocile ombreggiava la fronte. Sotto il lungo arco delle sopracciglia splendevano due pupille azzurre ora spiranti un'infinita dolcezza, ora solcate da lampi d'orgoglio e da fremiti di rivolta. Alta, snella, flessuosa, quella donna era veramente un fiore di giovinezza e di leggiadria; si stentava già a persuadersi (poich'ella non mostrava i suoi trent'anni) che fosse madre di Gino; tanto più difficile era crederla moglie d'un uomo che rasentava i sessanta.

— Buon giorno, Corrado, — ella disse avanzandosi di alcuni passi.

Come avveniva sempre quando sua moglie gli si presentava in un abbigliamento troppo giovanile, una nube velò per un istante la fisonomia severa ma aperta del senatore; pure egli non fece alcuna osservazione e ricambiò il saluto con l'usata cordialità.

— Buon giorno, Lucilla. Sei mattiniera, oggi.

— Vado dalla mia sarta. Voglio che cambi una guarnizione al mio vestito di stasera.