Comunque sia, le visite del capitano Bagnasco si diradarono e non andò molto ch'egli fu destinato a una nuova residenza. Bertalia applicò in quell'occasione il noto adagio: a nemico che fugge ponti d'oro, e accolse urbanamente l'ufficiale venuto a prender congedo.
Ed ora eran trascorsi cinqu'anni e il tempo aveva ristabilito l'accordo, almeno apparente, fra i conjugi. Ma nel cuore di Bertalia l'antica ferita non era così ben rimarginata da non farsi sentire di tratto in tratto, e lo riassaliva a intervalli un bisogno tormentoso di rivangare il passato, di mutar in certezza, dolce o amara che fosse, la sorda inquietudine che lo logorava. E più volte aveva pensato al modo di approfondire le sue ricerche, sia provocando Lucilla, sia sorprendendola in un istante di debolezza, sia invigilando sulle lettere ch'ella scriveva e che riceveva, perchè talora gli sorgeva anche il dubbio che vi fosse una corrispondenza epistolare tra lei e Riccardo Bagnasco.
Per fortuna, molte ragioni, le une più, le altre meno onorevoli, lo avevano arrestato sulla china pericolosa. Erano le occupazioni scientifiche, era l'orgoglio d'una natura leale ripugnante dai sotterfugi, era il timore di saper troppo e lo sgomento del poi, era in fine la coscienza dell'errore grave, irrimediabile da lui commesso il giorno in cui s'era lasciato vincere da una passione senile.
Oggi quell'annunzio di morte, che pur doveva essere ed era una grande liberazione, svegliava in Corrado Bertalia la malsana curiosità. E il contegno di Lucilla rinfocolava gli antichi sospetti. No, il turbamento di lei non era quello, così naturale, che commove qualunque animo ben fatto alla notizia inattesa della perdita d'un amico. Troppo evidente era in lei la cura di pesare ogni parola, di reprimere ogni moto che potesse tradirla. Povero giovine! Povera madre! Ella non aveva trovato altro da dire per l'uomo che durante quindici mesi era stato frequentatore assiduo della sua casa, per l'uomo ch'ella vedeva ai balli, ai teatri, ai concerti, al passeggio, ovunque ell'andasse. Non aveva trovato altro da dire, ma tutta la sua energia non era bastata a far sì che le sue guancie non si scolorassero d'improvviso e le sue mani non cercassero istintivamente un appoggio.
Una cosa pareva indubitata. Lucilla era stata côlta di sorpresa dall'annunzio di quella morte, ciò che dava motivo di credere che non vi fosse scambio di lettere tra lei e Bagnasco. Se no, possibile ch'ella ignorasse la sua malattia? Sciocchezze!... Forse egli era morto in seguito a un male di pochi giorni, in seguito a un accidente.... La partecipazione lasciava adito a qualunque ipotesi. E in fine, fosse pur troncata ora la relazione, era ciò sufficiente a distruggere il passato?
E il senatore ripeteva in cuor suo il ragionamento di prima. Dato che Bagnasco fosse stato soltanto un amico, Lucilla non avrebbe cercato di nascondere la sua commozione, avrebbe insistito per chiedere informazioni più particolareggiate, per mandare qualche segno di simpatia alla madre derelitta.... Ma sopra tutto ell'avrebbe dichiarato di non voler intervenire quella sera alla festa dei Filiberti.
Se non che, nel suo sforzo d'essere equo, Bertalia diceva a sè stesso che, anche in caso di piena e assoluta innocenza, sua moglie sapeva d'esser nelle condizioni d'una donna sospettata e che chi è sospettato non è mai sicuro della via da tenere. Egli pure quella mattina aveva sbagliato tattica; i suoi sguardi corrucciati, le sue domande insidiose non erano atte certamente a inspirar confidenza.... Del resto, dinanzi a Gino, ogni spiegazione era impossibile; più tardi forse, quando Lucilla fosse tornata, quando Gino non ci fosse....
Un sorriso triste e sfiduciato passò sul volto di Corrado Bertalia; mai più, mai più egli avrebbe strappato la verità dalla bocca di Lucilla.
Se invece?...
Come se lo spingesse una molla egli scattò dalla seggiola e uscì dallo studio. La cameriera che finiva di spolverare i mobili nella stanza vicina gli disse: