— Non importa, — interruppe Bertalia. — Esser fedeli alla consegna è una buona qualità.

— Gli perdoni, dunque?

— Ma sì, ma sì.

— Gino, dà un bacio al babbo.

Il fanciullo ubbidì, ma tornò subito presso alla sua mamma.

— Siedi, siedi al tuo posto, — ella disse.

Anch'ella sedette a tavola spiegando macchinalmente il tovagliolo sulle ginocchia.

Allora Bertalia fissò in viso sua moglie. Già a colazione ella gli era parsa mutata; adesso egli stentava a riconoscerla nel pallore cereo delle gote, nella ruga profonda che tra ciglio e ciglio le solcava la fronte, nella contrazione delle labbra esangui, nella dolorosa immobilità dello sguardo. Era quella la sua Lucilla, la splendida Lucilla? Era quella la donna ch'era entrata la mattina nel suo studio raggiante di bellezza e di gioventù? Si sarebbe giurato che non dieci ore ma dieci anni di più pesassero sul capo di lei e che il suo fulgido meriggio precipitasse in un fosco tramonto....

— Se fossi morto io, — chiedeva Bertalia a sè stesso, — sarebb'ella affranta così?

E benchè non si facesse troppe illusioni sulla risposta, egli era stupito di sentir nel suo cuore più compassione che ira.