— Se ne spiattellavano i nomi e i cognomi, — riprese la nipote. — Ma questo, confesso la mia viltà, mentre mi raffermava nel proponimento di tenerla a una rispettosa distanza, mi rassicurava sotto un altro aspetto. Dicevo a me stessa: I tre amanti le daranno da fare a bastanza.... Come se la donna che ne ha tre non possa averne quattro, cinque, una dozzina!... Solo negli ultimi tempi non ero tranquilla.... A ogni modo, se il caso non mi faceva cader tra le mani questa lettera....

— Fu proprio il caso? — domandò lo zio.

— Sì; mezz'ora fa sono andata in studio di Carlo per cercarvi una polizza da pagare che doveva essere sulla sua scrivania.... Trovai la polizza, e lì accanto, senza dubbio dimenticata, la lettera ch'è di questa mattina perchè c'è scritto a piedi martedì, e di cui ho subito indovinato la provenienza dalla calligrafia e da quell'orribile profumo.... Potevo non leggerla, ma non è permesso esigere da nessuno l'abnegazione dei santi.

— E ora che mediti? Uno scandalo?

— Se sarà necessario, — rispose Lidia. — Dipende da te.

— Da me?

— Da te, e da lei, s'intende.... Ma tu sei l'unica persona che possa aver autorità sulla Morini.

— No, no, non lo credere, — disse lo zio smarrito, sgomento.

— Ti deve tutto, — insistè Lidia con energia. — La sua posizione, la sua agiatezza.... tutto insomma.... Vorrei vederla risponder di no a un tuo ultimatum.

— Non è vero, Lidia.... Io non ho il diritto d'imporle alcun ultimatum.