Ciriè insisteva. — Via, che quello non è il contegno di due sposi giovani che si rivedono dopo cinque o sei anni.
Quest'era vero. Tra M.r e M.rs Simpson nessuna smorfia, nessuno sguardo furtivo, nessuna parolina segreta. E in lei non si scorgeva ombra d'emozione, di turbamento, d'inquietudine. Tranquilla e sicura ella passava fra gl'invitati girando intorno i grandi occhi sereni, aprendo spesso alla celia la bella bocca ridente, scotendo ogni tanto con una leggiadra mossa del capo i riccioli d'oro che le ombravano la fronte purissima. La madre faceva con lei un singolare contrasto. Seduta un po' sdegnosa in un angolo, donna Mariquita pareva offesa ne' suoi nervi delicati dall'aspetto volgare, dal vestire inelegante, dalle risate sonore del genero; pareva trovarsi a disagio fra quelle Americane ch'ella aveva trascurate per frequentare i crocchi aristocratici fiorentini, e pensava con desiderio alle contesse e marchese che l'accoglievano nei loro storici palazzoni, che la iniziavano ai loro sodalizi, e il cui zelo cattolico infiammava di simpatia il suo vecchio sangue spagnuolo. In mancanza di meglio, ella si sentiva attratta più del solito verso gli adoratori della sua figliola, che almeno erano gentiluomini, e avevano le mani bianche e sottili di chi non lavora e i modi raffinati della società. Non erano mai stati eccessivamente compiti con lei, non l'avevano tenuta nel conto ch'ella meritava; ma donna Mariquita era la prima a riconoscere che chi avvicinava l'Edith doveva perder la testa. Perciò mostrandosi quella sera disposta a perdonare i peccatucci dei cinque, ella li incoraggiava a sedersele accanto e discorreva loro con inusata affabilità. Essi sorbivano con pazienza le sue tiritere, nella speranza di scavar terreno poi, d'esser illuminati sui veri rapporti dei due coniugi, sulla durata probabile del soggiorno di M.r Simpson, eccetera, eccetera. Donna Mariquita però era molto riservata e discreta, e tutto quello che i suoi interlocutori poterono sapere si fu che M.r Simpson sarebbe rimasto intanto a Firenze una sola settimana, salvo a ritornarvi più tardi, dopo un giro sul continente.
— Un giro d'affari?
— Credo, — rispose a bocca stretta la Spagnuola che non parlava volentieri degli affari di suo genero e preferiva rammentare il suo viaggio di nozze in Europa col defunto M.r Swallow, incaricato, affermava lei, d'una missione confidenziale dal Presidente della Repubblica. Nientemeno.
La riunione si sciolse a mezzanotte e i cavalieri dell'immacolata dovettero naturalmente accommiatarsi anch'essi. L'Edith disse loro che li aspettava il domani a colazione, e M.r Simpson, presa l'imbeccata dalla moglie, confermò l'invito. — O yes, — egli ripeteva, — very glad.... very glad indeed. — E giù strette di mano da slogare un braccio.
Per un'ora e più i nostri cinque campioni si aggirarono con occhi intenti, con orecchie tese nei pressi della palazzina. Ma dalla palazzina avvolta nel silenzio e nelle tenebre non partiva nessun segno rivelatore.
E nulla si scoperse il domani, e nulla nei giorni seguenti. L'Edith faceva gli onori di casa a suo marito come ogni signora bene educata deve farli ad un ospite; verso i suoi cavalieri non aveva mutato modi e contegno.
— Tu però, — dicevano i colleghi a Federico Pescina, — tu che sai l'inglese, dovresti capire in quali acque si navighi.
— Ma che capire!... Intanto son fuori di esercizio.... E poi è una benedetta lingua in cui tutti quanti si danno del voi.
— Curioso.