Senonchè, de' Passeri, guidato dal suo temperamento pessimista, non credeva ai disturbi di stomaco di M.r Simpson. — M.r Simpson sta meglio di noi, — egli diceva. — I suoi disturbi di stomaco sono un pretesto.... I medici di Londra non gli hanno consigliato nessuna cura.... Quest'affare di Aix-les-Bains è un affare losco... Io ci vedo lo zampino di quel caro dottor Brunini che, del resto, è stato anche ieri a visitarla. È lui che la manda laggiù, e s'ella ci va, vuol dire che ha le sue ragioni.... Noi siamo la gran buona gente a lasciarci abbindolare così.
Scosso nella sua fede, ma più calmo degli altri, Gino Ciriè cercava di risollevare il morale dei confratelli. — Non giudichiamo prematuramente.... Forse sono apprensioni vane.... A ogni modo in certe faccende i sotterfugi durano poco.... Quand'ella tornerà da Aix-les-Bains avremo i dati necessari per formarci un criterio esatto della situazione.
— E intanto — ruggiva de' Passeri — quel tanghero, quell'animale se la terrà per un mese con sè!
Senza dubbio quest'era una cosa orribile, ma come impedirla?
Il giorno della partenza un seguito numeroso accompagnò i coniugi Simpson fino alla stazione. I cavalieri dell'immacolata si distinguevano subito per l'aria lugubre e solenne con cui invigilavano alla consegna del bagaglio, accomodavano con le loro mani sulla reticella del coupé riservato le borse e gli scialli della dama, esaminavano i serramenti degli sportelli. L'Edith, splendida di bellezza nella sua toilette da viaggio, era cortese con tutti, espansiva coi suoi fidi. Raccomandava a de' Passeri e a Lucignano di tenere in esercizio i suoi due cavalli da sella; a Pescina di riportar al Gabinetto Vieusseux alcuni libri e di fargliene spedire degli altri a Aix-les-Bains; a Ciriè di sollecitare l'esecuzione d'una copia da Andrea del Sarto da lei ordinata a un pittore; a Galassi Cerda di commetter per suo conto le ultime composizioni musicali di Sgambati; a un volontario di recluta recente, che s'occupava di floricoltura, dava l'incarico di sorvegliare le rose della sua villa di Fiesole. Circa allo scrivere, non assumeva nessun impegno; in quanto a lei sarebbe stata ben contenta di vedere i caratteri degli amici i quali avrebbero avuto sue notizie per mezzo di sua madre che rimaneva a Firenze. Già per la fine di luglio o pei primi d'agosto anch'ella si proponeva d'esser in Toscana per la solita bagnatura a Livorno.
— Per la linea di Bologna si parte — gridava il capo-conduttore.
M.r Simpson si staccò dal Console degli Stati Uniti e da un gruppo di compatrioti con cui conversava e venne a stringer la mano agli spasimanti di sua moglie: — Good by, good by and many thanks.
L'Edith, ormai salita in vettura, porse ancora una volta la destra da baciare ai membri della corporazione e ripetè: — Arrivederci, arrivederci; — poi scambiò un nuovo good by con la madre.
Proprio all'ultimo momento, da una delle sale d'aspetto, sbucò un fattorino, portando a M.rs Simpson un magnifico mazzo di fiori offertole dai cinque cavalieri e dal volontario. Era così grande che per introdurlo nel coupé bisognò riaprir lo sportello nonostante le rimostranze del capo-stazione che aveva dato il segnale della partenza.
I Simpson ebbero appena il tempo di ringraziare; il treno si mosse e scomparve. Ritti sotto la tettoia e come trasognati, gli adoratori dell'Edith seguitarono a sventolare il fazzoletto sinchè donna Mariquita Serenado y Fuentes, accostandosi al più titolato di loro, il conte Galassi Cerda, gli chiese di accompagnarla alla sua carrozza.