—Intanto chiederò a Selmi un congedo di quindici giorni—disse Roberto.—Non vedo mia madre da oltre un anno.

—Desiderate consultarla? È giusto…. Però non le parlate che vagamente del nostro piano. Fatele capire soltanto che restando qui, il vostro avvenire è assicurato. E s'ella vi ama davvero, vedrete che non esiterà un momento a consigliarvi di rimanere…. Una madre inglese, almeno, farebbe così.

Roberto sapeva perfettamente che sua madre avrebbe agito in modo affatto diverso; pur non era l'opposizione di lei quella che lo turbava.

—Dunque mi scriverete?—ripigliò M.^r Black.

—Sì, vi scriverò…. Ma è tempo d'incamminarci.

Infatti era già tardi, e c'erano tre quarti d'ora di strada per arrivare a Valduria.

L'ingegnere Arconti e M.^r Black s'avviarono in silenzio. Faceva notte, le lucciole brillavano sugli orli dei fossi, le cicale cantavano sugli alberi.

—Siete pure un giovine strano—disse alfine l'inglese al suo compagno.—Dopo un anno di lotte trovate la fortuna davanti a voi…. Non avete da far che un passo per impadronirvene, e voi, non solo esitate, ma prendete un'aria contrita come se vi fosse capitata addosso chi sa quale calamità.

—È giusto—rispose Roberto—io debbo parervi non solo strano, ma incivile.

—Incivile! Perchè?