— No, no, ho bisogno di rinfrancarmi... Quel frastuono mi ha intontita... E sono così stanca...
— Ti sei alzata molto presto stamane? — domandò l'Angela con un tono ironico che non l'era consueto.
Ma l'altra non se ne avvide o finse di non avvedersene, e rispose semplicemente: — Sì, molto presto.
L'Angela non rispose nulla, pentita già della sua richiesta insidiosa. A che prò? Chiese invece: — Che ce n'è di tutta questa gente? Luciano, Girolamo, Cesare, l'Adele, la Marialì, Frassini, i tuoi figliuoli?
— Si sono dispersi. Effetti della musica... Max e Fritz sono partiti per una passeggiata in tandem. Frassini dev'essere uscito a piedi con la figliuola... Luciano, Girolamo e l'Adele credo che stiano sbrigando la loro posta... la Marialì e gli altri saranno in salotto... Brr! Che aria frizzante! Il tempo vuol cambiare.
E in fretta richiuse i vetri.
L'Angela guardò il cielo che si copriva di cirri. All'occidente l'occhio del sole mostrandosi or sì or no fra le nuvole pareva una pupilla velata di pianto.
— È finito — ella ripetè fra sè. — È finito.
E stava per rientrare quando fu chiamata da Tullio.
— Zia Angela!