— Dalla parte di San Vito, avete detto? — egli ripigliò.
— Suppongo... Non son mica sicuro.
— A ogni modo, andando per di là è probabile che li trovi.
— E non si provvede d'un ombrello? — chiese Bortolo.
Tullio accennò alla casa ch'era un cinquanta o sessanta metri più indietro.
— Non ne vale la pena. Perderei tempo.
In quella, sotto un ombrellone aperto benchè ancor non piovesse, sbucarono sul viale i tre bimbi del giardiniere. Rosso in viso e con l'aria d'uomo che sia conscio della gravità del suo ufficio, Piero, il maggiore, teneva forte con ambe le mani l'asta dell'arnese troppo pesante per lui; i due piccini, la Lina di quattr'anni e Cencio di tre si stringevano al fratello ridendo e strillando ogni volta che una folata di vento faceva cigolar le stecche e scuoteva con violenza la stoffa del baldacchino che li riparava.
— Bada... Si rovescia.
— Ecco... Or ora si vola.
— Piano... Mi schiacciate.