La signora Cesira fece il cipiglio.

— Lei, don Antonio, col vestito che indossa, non dovrebbe tenerli di questi discorsi.

— To', che male c'è?

— Pietro, le lettere son bene al sicuro? — gridarono Luciano e Girolamo.

— Sicurissime, non dubitino — replicò il cocchiere scuotendo le briglie sul collo del non focoso quadrupede che si avviò al piccolo trotto.

Cresceva intanto l'agitazione della Letizia.

— E non ci sarà un altro legno che possa andar alla ricerca di quei ragazzi?... Ho il presentimento d'una disgrazia.

— Non abbia di queste paure — disse pronto il dottor Vignoni — Non siamo nè sulle Alpi, nè in un deserto, nè al polo... Le nostre strade sono diritte, larghe e piane... Da quì a San Vito non ci son precipizi, non ci son fiumi, non ci sono neanche fossati profondi.

— Il tandem può essersi ribaltato a ogni modo...

— Che? Che?... I suoi figliuoli ne saranno discesi e se lo tireranno dietro pacificamente... A meno che non si siano ricoverati in una fattoria, in un casolare di contadini, ad aspettare che cessi la pioggia o che cessi il vento... Non mi maraviglierei che mentre parliamo fossero tutti insieme a contarsela davanti a una bella fiammata, i signorini Alvarez, il signor Frassini, la signorina Antonietta e il signor Tullio; perchè... se non ho sentito male quando entravo in sala... son fuori anche loro.