— Volete finirla?

— A me lo dici? — rimbeccò la Letizia che non era in vena di mansuetudine. — Dillo a tuo figlio. È lui che ha bisogno delle tue lezioni.

Sul più bello s'aprì pian pianino l'uscio che dalla sala metteva nella camera del Commendatore Ercole, e la Maddalena, insinuando la testa nello spiraglio dei due battenti, chiamò:

— Signorina Angela! Signorina Angela!... Il padrone s'è svegliato (sfido io con questo strepito!) e domanda di lei.

Nello stesso tempo si udì una forte scampanellata.

— E questa è la padrona — ripigliò la Maddalena. — Io non posso mica esser da tutte le parti.

— E io — balbettò l'Angela ricadendo sulla sedia e stringendosi le tempie fra le dita — io non ne posso più... Ah, come la sala gira!

Biascicò ancora poche parole incoerenti, allargò le braccia, protese in avanti il capo ed il petto, e sarebbe stramazzata per terra se il dottor Vignoni, che non l'aveva persa d'occhio mai, non fosse accorso a sorreggerla.

— Dell'acqua!... Presto!... Dell'acqua!... E del ghiaccio!