— Anzi me ne congratulo tanto.. Specialmente se quei signorini erano in punto e virgola come ora... Eravate in smoking, cari?

La Letizia Alvarez sfoderò gli artigli in difesa della prole.

— Che modi son questi?... Chi ti dà il diritto di assumere quell'aria di superiorità verso i miei figliuoli?.. Se ti guardassi un po' nello specchio vedresti come sei ridicolo...

— Non mai come quelle due teste da parrucchiere.

— Tullio! — supplicava l'Angela, mentre lo zio Cesare e il dottor Vignoni lo prendevano ciascuno per un braccio e si sforzavano di tirarlo verso la scala.

Inviperita, la Letizia si scagliava contro la sorella.

— Tu che sei la padrona di casa avresti l'obbligo d'insegnar la creanza a chi non l'ha... Ma tu hai le tue preferenze, credi forse che non ce ne siamo accorti?... L'Antonietta e Tullio, Tullio e l'Antonietta, non c'è altri al mondo che loro.

L'Angela cercava di rispondere ma non trovava le parole, e si passava e ripassava la mano sulla fronte come se fosse oppressa da un intollerabile peso.

— Che c'entra l'Antonietta? — saltò su la Marialì intervenendo improvvisamente nella discussione.

Quì Luciano Torralba che s'era staccato a malincuore dal tavolino del whist cercò di far valere la sua autorità di fratello maggiore.