— Eh, lo so che ci sono gli scalini — protestò l'ex Prefetto, infastidito degli avvertimenti della Letizia.
— Ci vedi dunque?
— Che c'entra il vederci? È la forza dell'abitudine. Anche quelli che son ciechi affatto camminano soli nella loro casa... Io distinguo ancora gli oggetti, le persone come dietro un velo, come in un'ombra... Le tenebre complete verranno.
— Perchè dovrebbero venire?... Consulta uno specialista... A Napoli...
— Che Napoli?... Il Toschi di Milano, una celebrità, che fu quì l'anno scorso, giudicò pericolosa ogni cura energica, non trattandosi già di una malattia ma di un indebolimento progressivo del nervo ottico.
S'intese la voce squillante, argentina dell'Antonietta.
— Oh che bellezza, che sole, che sole!... Par d'essere in estate... E poi si sosterrà che Villarosa è triste!
— Ecco la mia poltrona — disse la signora Laura a Luciano, sedendo faticosamente. — Ma io non resto che pochi minuti.
Si guardò intorno, inquieta. — Quest'Angela...
— Son quì — rispose la figliuola accorrendo con lo sciallo e ravviluppandone le spalle e il petto della madre.