— Ma nessuno si sogna di compulsar tutto un Archivio... Si studia un breve periodo; un singolo avvenimento, un solo incidente talvolta...
— Come pagherei di vederli questi famosi Archivi! — disse l'Antonietta.
— Vieni a Venezia... Ti accompagnerò io — riprese Tullio con calore.
— Eh no — ella soggiunse. — Il babbo non vuol più saperne di Venezia dopo che gli hanno rifiutato un quadro all'Esposizione del 1895... Peccato... Io sono entusiasta di Venezia.
— Ci sei stata dunque?
— Parecchi anni fa... Ero piccolina... Ma rammento perfettamente la Chiesa di San Marco, la Piazza, il Palazzo Ducale, la Riva degli Schiavoni, e una gita in gondola... Era un dopopranzo d'estate... con un cielo limpido, con un'acqua chiara, tranquilla che pareva uno specchio... E, in fatti, vi si riflettevano come in uno specchio le case e i palazzi... Che magnificenza!
— Ah se tu venissi a Venezia quando ci son io, vorrei condurti a spasso per tutti i canali della città.
— Magari! — disse l'Antonietta saltando per l'allegrezza. — Oh... che c'è?
E fece per alzar la mano, ma Tullio la prevenne, e delicatamente tolse dai capelli della cugina una foglia di platano ingiallita agli orli che vi si era posata.
— «Da' bei rami scendea» — egli principiò.