La Marialì e l'Adele ridevano.

— Siete pur le gran confusionarie. Non vedete che in questo lago durerebbe fatica ad affogare un bambino? Non vedete che camminano comodamente?

Camminavano infatti; Tullio davanti diguazzando nell'acqua come un'anitra; gli Alvarez dietro di lui, con maggior sussiego e dignità, lagnandosi perch'egli li spruzzava e riparandosi il viso con le mani.

Il primo a guadagnar la riva fu Tullio che in un attimo si rimise le calze e le scarpe, e benchè tutto grondante si accostò agli zii e al dottor Vignoni commentando allegramente la goffa avventura.

Ma gli Alvarez, accolti dalla madre ch'era scesa trafelata a incontrarli, si affrettavano con lei verso casa.

— Ci sarà, spero, della stipa da accendere il fuoco nel caminetto — diceva la Letizia.

— Ce n'è fin che vuoi — rispose l'Angela che, mortificata dell'accaduto, seguiva la sorella a pochi passi di distanza. E soggiunse rivolgendosi a Tullio:

— Ce n'è anche in camera tua... Va, va subito a mutarti... Rischi di prendere un reuma.

— Andrò or ora. Non sono mica une poule mouillée, io — replicò il salvatore.

Ultime sopraggiunsero la Marialì e l'Antonietta, la quale si avvicinò al cugino e gli susurrò carezzevole: — Sono io che ti prego di non rimanere coi vestiti fradici addosso... Fa questo piacere a me.