— Li costrinse? — esclamò Cesare. — Nemmen per sogno. Hanno portato con sè un intero guardaroba... Ma la sera vestono sempre di nero, all'uso inglese.

— Ebbene — propose Girolamo, — vogliamo assistere al concerto?

Faute de mieux — sospirò Luciano. — A Parigi ove della musica se ne può sentire oltre il bisogno, io mi guardo bene dall'accompagnare mia moglie, che, lei, si dà delle arie di artista.

— In quanto a me — confessò Cesare — di musica non capisco niente. Non posso sentire una sonata senza correre involontariamente col pensiero a quella scena del Bourgeois gentilhomme di Molière, ove il professore di filosofia combina, non so in quanti modi diversi, per istruzione di M.r Jourdain, la frase Belle marquise, vos beaux yeux me font mourir d'amour. Così, quando un maestro ha trovato un'idea musicale, ve la ripete all'infinito condita in tutte le salse: Belle marquise, vos beaux yeux me font mourir d'amour... D'amour mourir me font, belle marquise, vos beaux yeux... Vos yeux beaux d'amour me font, belle marquise, mourir... E via di questo passo per una mezz'ora.

Luciano e Girolamo sorrisero per compiacenza. Era strano; questo loro fratello che non aveva terminato i suoi studi, che dal Liceo, ove scaldava le panche, era passato all'Istituto tecnico, e nemmeno all'Istituto tecnico era riuscito a conseguire la sua licenza, pareva conoscere a menadito una quantità di autori ch'essi, usciti entrambi dall'Università con la loro brava laurea, conoscevano appena di nome... Bah! Fors'era appunto per questo ch'egli non aveva fatto fortuna. Non è l'erudizione letteraria quella che spinge avanti nel mondo.

Venne dal salotto un rumore d'applausi.

— Entriamo! — disse Girolamo. — Il concerto è finito.

— Entriamo pure — soggiunse Cesare. — Ma per vostra regola i concerti non finiscono mai.

In fatti, prima che i tre fratelli avessero richiuso l'uscio dietro di sè, l'Antonietta aveva attaccato un altro pezzo.

— Tss! — fece la signora Laura portandosi il dito alla bocca con una vivacità inconsueta. E dalla fisonomia di lei come da quella dell'Angela che le sedeva vicino traspariva un godimento intimo e schietto.