— Non ti tratterrò a lungo — ribattè Giulio, mentre, a fianco dell'Angela, scendeva la scalinata.
— Che cosa penserai di me? — egli disse a bassa voce, col tuono di chi si sente già condannato e accetta la propria condanna.
Ella tentò di schermirsi.
— Perchè mi rivolgi questa domanda?
— Dopo quello che hai visto iersera...
Sempre più inquieta e nervosa, l'Angela lo pregò di desistere. — Non t'intendo... Non ho visto niente.
— Oh non lo dire... Che lo dica l'Antonietta è naturale... per non far arrossire suo padre.
— E tu hai parlato di questo con la tua figliuola?
— No... questa volta no.
L'Angela lo guardò con un'espressione tra severa e dolente.