—Come? Non le sembra che il cuore possa rimaner giovane?

—Oh! Giovane sì, ma non di quella giovinezza spensierata che si cura soltanto dell'oggi; bensì di quella giovinezza virile che si rende conto delle proprie azioni, e che non ischerza coi sentimenti altrui....

—Mi spieghi meglio....

—Zitto, zitto... Bisogna confortare il professore Benvoglio... Andiamo, professore, non istia così ingrugnato... Venga qui... E la Matilde ov'è andata?

—Ci ha preceduti in giardino.

Infatti la ragazza era corsa avanti per paura che il professore Benvoglio avesse il ghiribizzo di mettersele al fianco.

L'aria era mite, la notte bellissima, i rosignoli gorgheggiavano fra gli alberi, e i gelsomini e le tuberose spandevano intorno soavi fragranze; ma tutti gli incanti della natura non bastavano a dissipare la musoneria che si era stesa sulla comitiva. Nessuno pareva trovarsi a suo agio. Il dialogo tra la signora Amalia e l'Arsandi cadeva ad ogni momento; il professore, mortificato della ripulsa della sua dama, tentava invano di riappiccare il discorso recitando a mezza voce l'anacreontica del Vittorelli Guarda che bianca luna—il giudice e il medico parlavano, brontolando, della tassa di ricchezza mobile e del caro dei viveri. La Matilde, sola, sulla cima d'una collinetta artificiale, contemplava la luna specchiantesi nelle acque limpide di un piccolo lago.

La padrona di casa chiamò a raccolta sperando che la cena facesse ritrovar una parte del buon umore smarrito. Ed ella non s'apponeva a torto, perchè la vista d'una tavola bene apparecchiata rinfrancò gli spiriti, e l'arrivo della geniale polenta coi beccafichi riuscì perfino a spianare la fronte corrugata del professore Benvoglio. Quanto all'Arsandi rimane dubbio s'egli si rasserenasse per l'arrivo dell'appetitosa vivanda, o per quello quasi contemporaneo della bella Matilde. Fatto si è ch'egli tornò espansivo, loquace, pieno di premure per la signora Amalia che gli sedeva a fianco e per la figliuola di lei che gli stava di fronte, pieno di tolleranza anche pegli aneddoti e per le citazioni latine del professore Benvoglio.

—Ah signor Michele! Un'ammirazione così entusiastica pe' miei arrosti e appena qualche parola di elogio pel mio giardino!—sclamò a mezza voce la vedova mentre il suo ospite andava in estasi pei beccafichi.—Capisco, che gli entusiasmi gastronomici sono propri dell'età più matura.....

—Donna implacabile! Io le assicuro che il suo giardino mi è piaciuto infinitamente...