—Oh una sciocchezza... Cose che non si sa nemmeno come vengano in capo... Quasi quasi supponevo che potesse essere un partito per la signorina..
—Per la Matilde! Siete matta?.... Quarantacinque anni.... vedovo....
—Anche vedovo?
—Sicuro! E con un bambino di ventidue anni.....
—Madonna santa! Quand'è così....
—Ma vorrei un po' sapere che razza d'idee vi frullino nel cervello.... E su che basi?
—Mi perdoni... Ha ragione Lei... Che vuol che le dica? M'era venuto quel ghiribizzo vedendo che il signore forestiero e la padroncina stavano volentieri in compagnia.
—Furba davvero! Se non avete migliori indizi di questo... Basta, basta; andatevene a letto e tenete la lingua a casa.
Chi si corruccia ha torto, dice il proverbio, e la signora Amalia s'era corrucciata, tanto più che mentre la cameriera le acconciava i capelli da notte, ella aveva visto nello specchio certi riflessi argentini, che piacciono assai più nelle acque di un ruscello che nella chioma di una donna. Ma era dunque possibile? Ma il dubbio che le si era già affacciato allo spirito, aveva dunque un fondamento di verità? E ciò che le pareva assurdo era giudicato naturale dagli altri? E il signor Michele, che era stato in procinto di diventare suo sposo, ardiva adesso, rivedendola dopo venticinque anni, fare il vagheggino a sua figlia? E la Matilde gli dava retta? Oh per poco! Avrebbe ben ella, sua madre, impedito che la fanciulla sciupasse le primizie del suo cuore con un libertino sfrontato! Meno male ch'ella aveva già tirato un colpo a fondo pubblicando ai quattro venti, al cospetto della Matilde, l'età del figliuolo del signor Michele!
Mentre faceva queste riflessioni, la signora Amalia passeggiava su e giù per la camera in pieno déshabillé.