—Io sono fuori di questione affatto. Nè il signor Arsandi ha la matta idea di chiedere la mia mano, nè io ho quella più matta ancora di accordargliela.

—Quand'è così, non mi raccapezzo più.

—La mia paura si è—continuò la signora Amalia—che egli voglia prender nelle sue reti la Matilde.

—Mia nipote? Ah tu scherzi! S'egli può esser suo padre.

—Senza dubbio, ma se tu vedessi che aspetto fresco egli conserva.

—Eh me lo immagino. Nel 1866 pareva ancora un giovinotto. È vero che son passati otto anni.....

—Per lui non passano—disse la signora Amalia con un tuono che teneva il mezzo fra l'ammirazione e il dispetto.

Suo fratello le fissò in viso uno sguardo penetrante e leggermente ironico; indi continuò:—Vorrei sapere su che appoggi i tuoi sospetti. Da quanto tempo è qui l'Arsandi?

—Da ieri alle sei.

—Della mattina?