—No, del dopo pranzo.
—E così presto?..... Ah perdonami, voglio ammettere che i veterani della galanteria siano formidabili, ma che in una sera soltanto un nomo possa mettere in pericolo il cuore d'una ragazza, con la quale probabilmente avrà parlato sempre in presenza della madre.....
—Sì certo, ma ha parlato un'ora in inglese...
—Eh via... in ogni modo—rispose il signor Gustavo ridendo—le tue paure non hanno senso comune. Sai una cosa? Tu fai la donna forte, ma non puoi dimenticare l'artigliere del 1849, e i tuoi scrupoli nascono da un tantino di gelosia... Non andare in collera... Son casi che nascono... La madre rivale della figlia, commedia!
—E tu sei sempre un ragazzaccio—ripigliò la signora Nottoli.—Io ti ripeto che non ci entro, che non so che farne del signor Arsandi, ma che non voglio niente affatto ch'egli si metta in capo di corteggiare la Matilde... E che egli abbia questa intenzione si capisce subito...
—Ma come?
—Dio mio! In tutti i modi. È venuto qui ch'io non c'ero. L'ha vista in giardino, ha cominciato, Dio sa con quanta buona fede, a prenderla in iscambio per me...
—Era un complimento anche questo?
—Fratello amabilissimo! Sì, voleva essere un complimento. Poi l'Arsandi fu tutta la sera con la Matilde, giuocarono a scacchi, parlarono in inglese, e anche la mia cameriera ha notato che stavano molto volentieri in compagnia.
—Ma scusa, il signor Arsandi ha intenzione di trattenersi in villa per un pezzo?