A esser sinceri, la Matilde credeva d'aver risolto l'enigma; quella mezza figura disegnata dal signor Michele una volta doveva rappresentare sua madre; ma ella non trovava il verso di dirlo, appunto perchè cominciava a capire che qualche cosa doveva esserci stato fra sua madre e il cavaliere Arsandi.

—Dev'essere una gran compiacenza per lei l'avere un figliuolo simile—osservò la signora Amalia al signor Michele.

—Oh... s'immagini...

—Via, Arsandi, siate galante—soggiunse il Martelli—Confessate che anche mia sorella può essere orgogliosa di sua figlia... Guardate che bella coppia!

—Bellissima... veramente...

La signora Amalia scoppiò in una delle sue risate sonore.

—Ma, signor Michele, e ha coraggio di dire a me che sono d'umore variabile?... Si giurerebbe ch'ella ha incontrato per queste sale la donna bianca.

—Io vorrei che parlassimo un pochino sul serio.

—Adesso? Qui?... Oibò!... Le darò udienza, a casa, stassera.