—Ma che bravo bambino!—esclamò la signora Virginia.—Conosce già le vocali.—Indi ripigliando un tuono che voleva esser serio:—Ah lei ha rotto lo specchio che somiglia ad un o; così ha fatto gridare la nonna... la nonna è stata troppo buona, non le ha dato che uno schiaffo solo, io gliene darò due.

Dette queste parole, amministrò al delinquente due schiaffetti piccoli e gentili che arrivando su quelle guancie pienotte diedero un suono grasso e simpatico; indi lo depose in terra e continuò:—Adesso poi bisogna prepararsi a domandar perdono alla nonna. Stia attento e ripeta quello ch'io dico: Signora nonna... Andiamo, via, Gino... Signora nonna.

Signora nonna....

—Bravo. Così va bene. Avanti: Le domando scusa....

Le domando scusa.....

Di quello che ho fatto...

Di quello che ho fatto...

E le prometto... Serio, Gino, non bisogna ridere. E le prometto...

E le prometto...

Che non lo farò mai più. Ha capito?... Che non lo farò mai più.