Oggi è venuta a farmi visita la Gemma Norini, la mia antica condiscepola che ora è maestra comunale e che, nonostante le innumerevoli noie della sua professione, conserva l’umore festevole che aveva quando sedevamo sullo stesso banco della scuola.

Aveva sentito la gran novità e si lagnava, non a torto, che non gliela avessi comunicata io. Ella però non è donna da rancori: era sicura che non sarei partita senza prender congedo da lei. Per bacco! Andavo a Tiflis! Un bel coraggio. Ell’era subito ricorsa ai testi e scommetteva di saperla molto più lunga di me sul paese ove stavo per fissare il mio domicilio.

— Fa conto — diss’io — che ne so molto poco.

— Son qua per illuminarti — ella soggiunse. — A proposito, una nipote della mia direttrice ha il colèra. L’hanno curata coll’ipodermoclisi, e pare che del colèra guarisca, ma muore della cura.... Torniamo a noi. Tu sei capacissima d’ignorare che vai nella Transcaucasia o Russia asiatica occidentale?...

— So all’ingrosso che vado al Caucaso e che il paese appartiene alla Russia.... Ma la vostra scuola è chiusa per questo caso di colèra?

— No, no, la nipote della direttrice non abita mica con lei.... Siamo incaricate di vigilare sulle bimbe, sulla regolarità della loro digestione.... mi capisci.... Ma non distrarmi.... È questa situata (s’intende la Transcaucasia) a mezzodì del Caucaso fra il Mar Nero e il Caspio, e forma un’altra possessione della Russia meno estesa della prima ma più favorita dalla natura....

— Non potei a meno di mettermi a ridere: — Hai imparato la lezione.... E la prima? Qual’è la prima?

— Che prima?

— Oh bella! Quella prima possessione che dovrebb’essere più estesa ma meno favorita dalla natura che la Transcaucasia?

— È giusto.... Non ci avevo pensato.... Ma niente paura.... Ho meco il suggeritore.