— La geografia è stata sempre il mio forte.... Invece quella povera Martinetti.... Te ne ricordi?
— Sì. Ebbene?
— La incontrai ieri, e avendole annunziato che vai a Tiflis, disse pronta: In America!
— Brava! E che cosa fa la Martinetti? Non voleva tentare il teatro?
— Sì, studiava il canto al Liceo Marcello, ma non avendolo imparato, lo insegna.
— Sei un capo ameno!... Hai un certo modo di dir le cose.... Dunque la Martinetti dà lezioni?
— Lezioni di canto, a cinquanta centesimi l’una.
La Gemma seguitò a chiacchierare su questo tuono, rievocando gli anni della scuola, facendomi rivivere in mezzo alle antiche compagne, non dimenticandone una, nemmeno quelle che io avevo dimenticate da un pezzo, nemmeno quelle ch’erano morte, o scomparse, perdute oramai nella folla....
— Ah! — dissi, quando la mia amica fu per accommiatarsi, — se potessi condurti meco a Tiflis, come mi parrebbe meno amaro l’esilio! Con te non ci son malinconie....
Ella replicò con la sua aria scherzevole: — Conducimi.... pur che tuo fratello mi sposi.... Che stampo è?