INDICE.
| Prima di partire (diario di Elena) | [Pag. 1] |
| Fuori di tempo e fuori di posto | [72] |
| Il salottino giapponese | [200] |
| Nell’andare al ballo | [258] |
| L’eredità di Giuseppina | [274] |
| Il natale di Ninetta | [303] |
| La nipote del colonnello | [318] |
| La zia Teresa | [338] |
| La bambina | [352] |
PRIMA DI PARTIRE (Diario di Elena).
Venezia, lunedì, 31 maggio 1886.
Quest’album è invecchiato con le pagine bianche. L’ebbi in dono dieci anni fa dalla povera mamma, quando, dopo aver letto Miranda del Fogazzaro, mi venne il ghiribizzo di aver anch’io un album per scrivervi, come Miranda, giorno per giorno i miei pensieri. Poi non vi scrissi nemmeno una riga.... Può darsi che io sia volubile e capricciosa, ma se debbo esser giusta ho pure un fondo di sincerità e di schiettezza.... Riflettendoci bene, mi parve che questo registrar solennemente tutte le fanfaluche che ci passano pel capo sia una bella caricatura, tanto più che in via ordinaria la vita d’una ragazza non è piena di avvenimenti, nè il suo cervello è fecondo di pensieri che meritino di esser raccomandati alla posterità.... E dicci anni or sono la mia vita si svolgeva placida, come acqua tranquilla di fiume dentro i suoi margini, e in quanto a pensieri.... ne avevo così pochi!... Più tardi capitarono i guai, e volti diletti si scolorarono e care voci ammutolirono per sempre.... oh mi sarebbe parsa una profanazione il sedermi a tavolino con la penna in mano per dare una forma letteraria a’ miei sentimenti.
O dovevo forse notare le freddure di qualche bellimbusto, dovevo descrivere la corte che qualcheduno mi fece nei tempi lieti, salvo a piantarmi in asso nei tempi della sventura? No, no, abborro le inutili querimonie.
Avrei potuto invece, come usano tante, seccare il prossimo, affannarmi a raccogliere autografi illustri, detti memorabili, aborti poetici e sgorbi pittorici; o, più modestamente, seguendo l’esempio della mia amica Dall’Orno maritata a Vicenza, riempire il mio album con le oleografie della Mode Illustrée.... Ho preferito lasciarlo dormire per dieci anni.
Oggi l’ho tirato fuori dal suo cassetto, l’ho spolverato, l’ho aperto, e son qui, son proprio qui, seduta al tavolino, e la mia penna corre su queste pagine, e nonostante la mobilità del mio carattere credo che per qualche settimana ancora dedicherò a tale occupazione un’oretta al giorno.