— Come siete rossa in viso, signora Fanny! — sclamò Clarina, aiutandola a levarsi d'intorno lo scialle e la fascia. — Fa proprio freddo fuori?

— Si gela.

— Ebbene; mettetevi presso al camminetto. Su, Angelica, falle posto. —

La zittellona si levò un po' brontolando, e tenendo fra le braccia il preziosissimo micio che dava segni non equivoci di disapprovazione.

Mentre la signora Fanny stava per sedersi, la Clarina disse con indifferenza e come se si trattasse d'una cosa da nulla:

— A proposito, signora Fanny, la sapete la notizia?

— Quale?

— Che il babbo è sul punto di riprender moglie. —

Queste parole caddero nella stanza come un fulmine, e gli effetti da esse prodotti ebbero un carattere di contemporaneità che non si può rendere nella narrazione.

— Misericordia! — gridò l'Angelica esterrefatta, lasciando cadere il pingue Artaserse, che, sorpreso dell'insolito trattamento, corse a rifugiarsi sotto la credenza soffiando in un modo affatto ostile.