Io ero ancora troppo fievole per continuare il colloquio, ma fissavo con occhi intenti quel suo volto pensoso, e quand'ella si alzò nuovamente, e dinanzi allo specchio ricompose alquanto il suo abbigliamento e ravviò sulla fronte i capelli disordinati, io le tenevo sempre dietro con lo sguardo e, più ancora, con l'anima. E pensavo agl'incidenti di quella notte, e ad un'altra esistenza isterilita in gran parte per colpa mia. Sì, v'era un'altra persona che s'avvicinava a quello stadio della vita, in cui le maggiori dolcezze non sono più che una memoria ed un desiderio; v'era un'altra persona che per me aveva logorato i suoi anni più belli, compressi i suoi palpiti più ardenti, anticipato l'età, in cui ogni passione si spegne naturalmente.... Oh! babbo: ho bisogno di dirtelo? Quella persona eri tu. Espiare i miei torti, riparare a due sventure in un tempo, qual nobile impresa non era la mia? Quanto più io ero stata fino allora sospettosa, egoista, tanto più sentivo corrermi l'obbligo di essere ormai il buon angelo della casa, di farmi uno stromento di quella felicità che avevo voluto impedire. Ebbene, babbo, da quell'istante io non ebbi altro pensiero. Ciò che tu provassi per la signora Fanny ormai io lo sapevo....
— Ma tu t'inganni, Clarina, ma tu deliri; — proruppe il signor Emilio, visibilmente commosso.
— No, non m'inganno e non deliro, e nulla potrebbe sradicare questo convincimento dall'animo mio. Quello ch'io non potevo sapere ancora con ugual sicurezza era ciò che pensasse la signora Fanny. Da quell'istante, usando un'arte ond'io non mi credeva capace, spiai accortamente ogni suo atto, ogni parola, ogni sguardo.... e infine....
— Infine, che cosa? — chiese il signor Emilio, mal potendo nascondere la sua agitazione.
— Zitto! — gridò Clarina, tendendo l'orecchio.
Il campanello di strada aveva suonato, il gatto Artaserse con un immenso e incivile sbadiglio si era ritto sulle quattro zampe arcuando portentosamente la schiena, tanto da parere un dromedario, l'Angelica s'era scossa ella pure, dicendo con rara ingenuità: — Oh!... hanno suonato.... Ero lì lì per addormentarmi.... — intanto s'intese aprire e poi chiudere l'uscio della scala, e un passo di donna si fece sentire nell'andito.
— È proprio la signora Fanny che viene a farci la sua solita visita, — disse Clarina, muovendosi in fretta per andarle incontro.
— Bada, Clarina, — interpose serio serio il signor Emilio, — che non voglio fanciullaggini. E tutta la cicalata di questa sera dev'esser come non avvenuta.... Già, io uscirò di casa.... E si alzò in piedi, inquieto, turbato.
— Un momento, un momento, — susurrò la vispa ragazza con accento deciso.
Era appunto la signora Fanny, vestita a bruno, e con una fascia di lana violetta intorno al capo e alla bocca.