L'erede dei feudatari si strinse nelle spalle infastidita.
— In fin dei conti — osservò il professor Romoli — anche dagli animali domestici si potrebbe trar partito per l'educazione. Ma — soggiunse toccandosi la fronte con le dita — a che vale che vi siano le idee, se non v'è il mezzo di porle ad effetto? Che cosa fa il Governo, o piuttosto che cos'è il Governo? Per me lo Stato libero non dovrebbe essere che un gran campo sperimentale, sul quale gl'ingegni fossero messi in grado di svolgere i loro concetti. Senza di ciò, quale è il prezzo della libertà? Niente.
— Niente — disse assentendo il farmacista — ossia niente e molto; niente, perchè non rende, molto, perchè costa. E io la tassa della ricchezza mobile non la posso mandar giù.... —
Il professore parve assai poco soddisfatto dell'appoggio datogli dal signor Storni.
— Non è questo, non è questo; — borbottò egli, scrollando le spalle.
— Ecco, — osservò il conciliativo signor Meravigli: — mi pare che vi sia una via di mezzo. Che il Governo abbia torto a non prendere in considerazione uomini del valore del signor Romoli, questo è fuori di dubbio.... —
Un mormorìo adesivo si fece intendere tutto intorno alla tavola.
— Ma che dall'altra parte possa sostenersi che la libertà non giova a nulla, mi sembra esagerato. Non dico per me, che, trattato con ogni deferenza dalle autorità locali, non oserei affermare di aver ricevuto particolari favori dal Governo centrale....
— Se è quello che ho sempre detto, — interruppe il farmacista; — si profondono onori a tutti, e una degna persona come il nostro signor Antonio non deve ancora esser nominato cavaliere....
— Silenzio, Storni, — gridò severamente il signor Meravigli, — non impiccioliamo in questa maniera le grandi questioni. Dato anche, e non concesso, che il Governo mi avesse un po' trascurato, dovrei forse per questo cambiare la mia bandiera politica? In fin dei conti, udo dei primi obblighi del cittadino non è quello di sacrificarsi? Eh, signori, la mia fede è troppo antica.... Esaltato mai, liberale sempre!