— Verissimo, — esclamò lo Storni.

— No, no, caro Storni, non c'è da farsene vanto; ma vi ricordate come spesso, durante il dominio straniero, io esternassi nella vostra farmacia idee sovversive. Il signor Alieni era allora un poco perplesso nello sue opinioni.... —

A sentir pronunciare nuovamente il suo nome, il signor Alieni fece un salto a guisa di pesce gettato ancor vivo nella padella, e rosso come un gambero balbettò in tuono piagnucoloso: — Ma, caro amico,... io perplesso.... non mi fate questo torto.... non vorrei che i signori credessero.... —

Il signor Meravigli aveva intanto smarrito il filo del discorso e non trovava più modo di raccapezzarsi. Onde il professor Romoli prese egli la parola, e sciorinò una lunga perorazione in favore delle istituzioni repubblicane.

— In teoria sono repubblicano anch'io, — disse il signor Meravigli; — e chi non è repubblicano? Ma in pratica, oh! in pratica non sono davvero.

— Ah! io comprendo soltanto le repubbliche di Grecia, — esclamò Romilda, — e per me il mondo non ha fatto che peggiorare d'allora in poi.

— Sommessamente non sono del suo parere, — esclamò il cavaliere Osteolo, tenendo sospesa la forchetta, — per me credo al progresso. Il commercio aumenta, le verità economiche si fanno strada, l'industria....

— Che industria? che verità economiche? che commercio? — urlò come un ossesso il signor Falco. Monopolio, intrigo, contrabbando!...

— Oh! oh! — disse il signor Osteolo.

— Oh! oh! oh! — soggiunse il signor Meravigli.