— Guarda, guarda, l'è quella stessa che ti regalò Vittorio tante sere fa.... Glielo dirò io che bel fine ha fatto il suo fiore, — soggiunse poi tra lo scherzevole e il malizioso, chè la loro malizia l'hanno anche le bambine di nove anni. — In verità che mi par peccato.
— Oh, ma insomma — interruppe l'Angelina che in quel frattempo erasi alzata — non vuoi più finirla? — E senza celare un po' di dispetto, prese il fiore di mano all'Amalia e lo gettò dalla finestra.
— Ih! che furie! — sclamò la fanciulla fisando attentamente il volto della cugina, che nella pallida tinta e nelle occhiaie infossate serbava le tracce dell'agitazione di quella notte.
— Ma che cosa t'è accaduto? Se vedessi come sei scomposta in viso! Parrebbe che tu avessi pianto. —
L'Angelina s'affacciò allo specchio e non potè nascondere la sua commozione vedendosi tanto mutata: in poche ore le parve d'aver vissuto dieci anni.
— Sono stata alla finestra sino a molto innanzi nella notte, — diss'ella per giustificarsi in faccia all'Amalia; — l'aria era umida, avrò preso del freddo.... Ma non perdiamo tempo in chiacchiere, aiutami a fare un po' di toilette. — E sforzandosi di pigliare un tuono ilare e disinvolto, si gettò sopra una sedia, sciogliendo le lunghe e folte trecce de' suoi capelli che scesero giù fino a terra, e soggiunse:
— Vediamo se le tue manine son buone a dipanare questa matassa. —
Nell'età dell'Amalia ogni cosa serve di spasso, e l'impresa a cui ella si era posta tra il comico e il serio, le diede argomento alle più grasse risate, e lo fece lasciar da banda le sue domande sulle cagioni del turbamento dell'Angelina.
Frattanto, nel piano inferiore della casa, la signora Clara aveva chiamato a grave colloquio il marito. Le simpatie che s'erano manifestate tra la Matilde e Vittorio rendevano necessario un sollecito provvedimento. Se Vittorio fosse stato un ragazzo a modo, egli non si sarebbe certo lasciato sfuggire un partito come la Nella, i cui pregî di tanto avanzavano quelli della Matilde, e soprattutto avrebbe chiesto consiglio a lei, alla madre, alla padrona di casa, verso la quale ostentava invece così villana indifferenza. Ma Vittorio non era che un uomo volgare: ella erasene accorta da un pezzo. Nondimeno, poichè era ricco, e di ciò dovevasi pur tener conto, se vuole assolutamente sposar la Matilde, che se la sposi; ma lo dica schietto e non si prenda giuoco della famiglia che, se non per parte del signor Bernardo, almeno per parte di lei, Clara Mauri nata Morelli, doveva essere rispettata.... E sul termine di questa filastrocca la signora Clara si lasciò cadere maestosamente sopra una sedia a bracciuoli, facendosi fresco col fazzoletto. Dopo pochi secondi di pausa e come a guisa di conclusione soggiunse: — Ora tocca a voi. Dicono che siete il capo della famiglia; dunque parlate col signor Vittorio, chè già io con quello sventato non ci trovo gusto a discorrere, e poi venitemi a riferire il successo del vostro colloquio. —
Il povero signor Bernardo, che nemmeno ne' suoi bei tempi era stato un uomo di spirito, era molto meno adesso, dopo i suoi disastri commerciali. Nondimeno il cuore gli teneva luogo qualche volta dell'ingegno; aveva a tratti a tratti quella intelligenza del sentimento, che è il privilegio dei buoni, e loro dà modo di non parere ottusi del tutto. Solo nella famiglia, egli aveva un vago presentimento della simpatia dell'Angelina per Vittorio. Quando però la signora Clara ebbe da lui la timida rivelazione di questo dubbio, ella non rattenne più la sua collera. E gestendo furiosamente: — Vorrei un po' vedere — proruppe — che quella sfacciata pettegola si permettesse di far all'amore in casa mia e di rubare i partiti alle mie figliuole. Oh! sta a vedere che quel damerino del signor Vittorio avrà negletta una giovane come la Nella, ed ora metterà in un canto anche la Matilde, per far piacere a lei, alla signora maestra di musica! Non son chi sono se non li mando fuori della porta tutti e due, ove sia vera una cosa tale....