— Ah! bellissima. Stamane mi tocca far lo svegliarino della famiglia. La Matilde dorme, Vittorio non s'è ancora visto fuori di stanza, e tu, che sei sempre in piedi innanzi degli altri, nemmeno ti sogni d'alzarti.

— Sii buona, — rispose l'Angelina, che fin dalle prime parole aveva dato segno d'esser desta; — aprimi le imposte e fa un po' da donnina. —

L'Amalia eseguì prontissima l'ordine avuto; ma, quando l'aria e la luce ebbero inondata la stanza, si avvide del disordine insolito che v'era, ed esclamò ridendo:

— O che hai fatto baruffa col gatto stanotte? Guarda un po'.... un bicchiere in pezzi.... una dalia per terra che pare un pollo spennacchiato, e tutto sans dessus dessous, come direbbe la mia maestra di francese. —

L'Angelina si sforzò di far il viso ridente, e soggiunse:

— Orsù, poichè stamane sei una persona tanto assestata, metti un po' di regola in questo caos. —

La fanciulla seria seria s'accinse al suo ufficio.... Rimise al posto il tavolino e le sedie, prese fra la punta del pollice e dell'indice i pezzi del bicchiere infranto, e li raccolse sul davanzale della finestra; poi si pose a esaminare gravemente la dalia, e volgendosi all'An- gelina disse:

— E questa? —

L'Angelina fece uno sforzo, poi rispose:

— Buttala via.