— Non è permesso salire lassù!

— A me sì. Venga con me.

E Piero salì, seguito da Giovanna; ma anche di lassù non vedevano nulla; soltanto il comandante ed altri uomini immobili al parapetto del ponte e il marinaio alla ruota del timone curvo verso la bussola che mandava lume dinanzi a lui. Il comandante diceva qualche parola e il marinaio dava un tratto di ruota. Si vide baluginare un che di luce nel mare, vicino, verso la destra dell'«Atlantide», s'avanzò a poco a poco, passò lentamente sul fianco destro dell'«Atlantide», si perse nella via opposta. Piero disse:

— I lumi d'un'altra nave.

E discese. Giovanna si diresse in fretta verso la porta che metteva giù alle cabine, ma Piero le disse:

— Aspetti.

— Mio marito leggeva, ma ora vorrà coricarsi.

— Aspetti!

Erano appena visibili l'uno all'altra nella nebbia, non un'ombra intorno. Ma Piero vedeva Giovanna dinanzi a sè e le vedeva sul piccolo leggiadro capo tremare il nastro di seta che portava sempre a bordo; gli pareva di vedere quel fior d'infanzia che essa conservava ancora negli occhi, tremarle alla stessa maniera. Sentì il suo respiro, sentì che tremava ed egli pure tremava. Disse:

— Rio de Janeiro!