— Sì.... m'incuriosisce quel suo modo di veder le cose....

— Semplicemente cinico, a me pare, come l'uomo a me pare semplicemente spiacevole.

Piero fissò qualche momento Giovanna con occhi iracondi, e Giovanna gli spalancò in faccia i suoi interrogatori, stupefatti, sorrise e gli disse:

— Se io Le appartenessi, sarebbe geloso! Un uomo sì grande e quasi un eroe!

E continuando a sorridere posò il libro, mentre Piero era diventato rosso, perchè veramente era geloso del Porrèna. Egli non aveva mai potuto liberarsi di certa timidità campagnuola e spesso dinanzi ai piccoli motteggiatori della città perdeva la coscienza del suo valore e giudicandosi inferiore a loro non parlava più. E così più volte gli era accaduto con Giovanna in presenza del Porrèna.

La sera stessa Piero stava sul ponte; era già qualche ora di notte, la maggior parte dei passeggieri s'eran ritirati nelle loro cabine. Si levò la nebbia sul mare e la sirena dell'«Atlantide» dava frequenti avvisi per paura d'incontri con altre navi. Piero vedeva l'«Atlantide» tutta avvolta dalla nebbia e non vedeva più nè cielo nè mare; di momento in momento gli ferivano gli orecchi gli ululati della sirena. A uno, a due, a quattro alla volta tornarono sul ponte altri passeggieri perchè quelli ululati erano spaventosi e pochi sapevano che cosa fossero. I passeggieri lasciavano le loro cabine, risalivano sul ponte, si cercavano, s'interrogavano, e fra gli altri il Buondelmonti scorse il professor Axerio, sentì la sua voce che domandava, e gli parve che tremasse un po'. La signora Axerio qualche momento dopo raggiunse il marito il quale quando ebbe appreso, tornò nella sua cabina e la signora si accostò al Buondelmonti. Rimasero in silenzio e sulle loro teste gli ululati affittivano; alzarono gli occhi, il tubo della macchina spariva, gli alberi a poco a poco sparivano, spariva tutta quanta la nave. Giovanna disse:

— Senta! È un urlo di spavento, d'implorazione, di lamento, di disperazione.

Nella sua voce c'era il terrore della nebbia, del mare, della notte, del pericolo. Piero non le rispose. Stavano sotto il ponte di comando; due marinai uno dietro l'altro passarono accanto a loro di corsa, si gettarono su per la scaletta dalla cui cima li investì la voce collerica del comandante. La campanella di prua si mise a battere fitto fitto, quella del ponte di comando le rispose, la sirena mandò un ululato e poi un altro. Piero disse:

— Forse un'altra nave! Vediamo.

E si diresse al ponte di comando. Giovanna disse: