Poi con la palma aperta si percosse la cicatrice sulla gota e aggiunse:

— Veda! Questo qui lo chiamano il segno di Menelik! Io ero a San Paolo quando l'Italia fece la guerra in Affrica. Ero venuto da poco nel Brasile. C'eran de' moti contro gl'italiani e si gridava viva Menelik! Una volta per una strada m'imbattei in gente che gridava così. Mi scagliai addosso a loro buscandomi una pugnalata qui. Ma uno fu ammazzato da me.

Improvvisamente una voce squillò poco discosto dal Buondelmonti:

— L'Italia è costretta a fare una politica estera vile e la colpa principale è vostra!

E un giovane magro e lungo con un volto magro e lungo si levò scagliandosi contro il socialista Giacomo Rummo. Il quale ribattè:

— La colpa è della borghesia.

Ma l'altro senza dargli ascolto seguitò:

— Bisogna pensare che la lotta di classe si fa in casa, ma fuori c'è la lotta delle nazioni; e a questo voi socialisti non avete mai voluto pensare e avete ridotto tutto alla lotta di classe! Per egoismo di classe avete distrutto la nazione! Ora poi vorreste rovesciare il ministero perchè non parte in guerra contro l'Austria! Voi! Voi che avete sempre gridato contro gli armamenti! Fatemi il piacere!

La voce del giovane magro e lungo, un giornalista italiano di San Paolo, squillava con un che di bleso. Il socialista senza batter ciglio ripetè:

— La colpa è della borghesia. Noi socialisti abbiamo un solo dovere: fare la lotta di classe. Non altro! Toccava alla borghesia che ha il dominio della nazione, a fare una politica nazionale resistendoci e magari schiacciandoci. Noi gridavamo contro gli armamenti? Ma che s'armasse! Non ne ha avuto il coraggio. Ha avuto quel mezzo coraggio che è figliuolo della necessità e della paura: spendere quella quantità di milioni che bastava per far gridare i socialisti, non per mettere la nazione in buono stato di difesa. Cioè, far sì che le cosiddette spese improduttive fossero veramente spese e improduttive insieme. La colpa non è nostra. Stia pur certo che noi saremmo capaci di dare all'Italia una classe dominante più coraggiosa, più gagliarda, più intelligente.