Il giornalista italiano pensando che la Domenica prossima nel suo giornale avrebbe dato a quella conversazione nella villa del professore illustre l'epiteto di spirituale, esclamò macchinalmente:

— La serietà un lato comico, perbacco!

Il giornalista brasiliano tacque e sorrise.

Tutti tacquero qualche momento. Il Buondelmonti sentiva crescersi il malanimo contro Giovanna che piegava il piccolo capo verso il piatto mangiando. Gli pareva sì misero ora in quell'atto quel piccolo capo che altre volte gli era apparso tanto leggiadro! Non era essa la donnetta che poteva darsi per vizio, per ozio, per vanità, ma non per amore? Perchè s'era innamorato di lei? Che poteva volere da lei? Non era la donnetta di quella stessa gentucola di cui il marito era il professore e il cerretano? Vedendo lei non vedeva il fondo di tutte quelle cose contro cui da tanti anni combattevano la sua dottrina e il suo sdegno? Egli se la ricordava perfino a bordo, quando le parlava degli emigranti in relazione con le sue grandi idee nazionali, e la donnetta non capiva, supponeva in lui il solito umanitario, stupidamente! Che voleva da lei?

Ma Giovanna tutt'animata ristimolò Filippo provando gusto a farlo emergere dalla conversazione degli altri.

— Insomma! Vogliamo dire l'argomento della nostra discussione?

Filippo invece, sazio di quel discorso, volubilmente si rivolse al Buondelmonti.

— Signor Buondelmonti! Ho assistito sull'«Atlantide» a molte sue discussioni. Lei è imperialista, vero? Un giorno il professore e Lei discutevano sulla sistemazione definitiva del mondo in un prossimo avvenire, e per quanto in disaccordo, erano perfettamente d'accordo nel presupporre che il mondo si potesse sistemare sopra un tipo di civiltà superiore. Ebbene, sul più bello della discussione io pensavo che l'«Atlantide» navigava alla volta dell'America del Sud per caricar lane di pecora e pelli di bue.

Di nuovo Filippo con la sua volubilità rivolgendosi a Giovanna le disse:

— Ecco, veda, signora, dinanzi a tali spoglie opime tutta la magnifica civiltà di cinquanta secoli mi muove leggermente il riso.