— A domani.

Un attimo di silenzio, e un riso squillante ferì l'orecchio di Piero.

Ma questi per un moto istintivo di vergogna, quando il Porrèna gli passò dinanzi, si ritrasse dietro il tronco della palma, per l'istinto dell'uomo incapace d'assalir dall'ombra. L'immagine del Berènga gli riattraversò la mente, del Berènga che assaliva, per ben altro amore, ed ebbe vergogna dello stato in cui si trovava.

Pure, il giorno dopo andava per Rio de Janeiro e pensava a Giovanna e al Porrèna: pensava che si sarebbero rivisti quel giorno stesso e forse erano già insieme in quello stesso momento. E il Porrèna gli passava e ripassava nell'immaginazione come se l'era visto passar dinanzi la notte, alto e sottile, un po' curvo sulla vita, da afferrare e da troncare. Si diceva dentro di sè: — Perchè non l'ho fatto? — Si pentiva di non averlo fatto e ne provava rimorso.

A un tratto gli parve di scorgerli lontano nella via: camminavan lesti; accelerò il passo: eran pur Giovanna e il Porrèna; quel signore alto, sottile e un po' curvo era il Porrèna e la signora che gli camminava al fianco, era Giovanna. In fondo alla via, prima che Piero avesse potuto raggiungerli, svoltarono a destra, e quando Piero fu lì, non vide più nessuno lungo la via che avevan preso: soltanto una carrozza che s'allontanava.

Piero era certo che eran Giovanna e il Porrèna, ma al primo passante che vide, domandò dove si trovava l'Albergo degli Stranieri e dalla prima vettura che incontrò, vi si fece portare. Il Porrèna era fuori; e allora Piero non ebbe più dubbio: quegli e la donna che egli amava, scarrozzavano insieme per la città, se non erano scomparsi in una casa della via dov'avevano svoltato.

Piero andò per la città, andò sulla riva del mare, e non vedeva più il mare e non vedeva più la gente che gli passava accanto; andò per più ore così, finchè repentinamente si diresse verso Santa Teresa.

Giunto alla villa degli Axerio, domandò se la signora era in casa, e avendogli la cameriera risposto di sì, che era rientrata da poco, si fece annunziare; la cameriera tornò e l'introdusse nel salotto dove qualche momento dopo comparve anche Giovanna. Ma costei appena fu sulla soglia, inarcò le ciglia e s'arrestò, tanto il Buondelmonti aveva la faccia sconvolta da quello che provava il suo animo. Egli s'avanzò a capo basso, guardando a terra con l'occhio iniettato di nero sangue, e disse:

— Voglio sapere che c'è di mutato tra Lei e me.

Giovanna contrasse l'arco delle ciglia e la collera s'impossessò anche di lei.