Piero fu pieno di felicità in quei giorni. Ei portò la sua felicità fra gli amici i quali si meravigliavano di lui perchè aveva una potenza nuova e quando semplicemente conversava, con questa potenza creava nelle loro anime. Gli amici non comprendevano, ma quando parlava loro dell'Italia, quelli che più non la ricordavano, la rivedevano, e quelli che l'amavano, l'amavano più ardentemente. Egli però amava ora l'Italia nell'amore di Giovanna. Gli amici vedevano nei suoi occhi un fuoco che prima non vedevano, sentivano nella sua voce un'altezza che prima non sentivano, e se ne rallegravano. In quei giorni Piero passò con loro più d'una sera: desinavano insieme, uscivano per la città, andavano sul mare, salivano ai colli e vagavano per i luoghi solitarii e selvaggi conversando forte, ridendo e cantando. Piero scherzava, raccontava storielle, suscitava l'ilarità, diceva:

— Cantiamo, cantiamo!

E allora Diego Mùrola, un giovane che appena parlava per timidezza, levava nel silenzio notturno la sua voce argentina e intonava i canti della patria lontana e il Tanno e il fratello e gli altri l'accompagnavano. E Piero si domandava dentro di sè:

— A chi penserà ora Giovanna? Che vedrà?

E la sua voce superava quella degli amici.


Una notte andarono al Corcovado ed erano della comitiva anche Giovanna e il marito perchè gli amici italiani avevan voluto portare gli Axerio e il Buondelmonti su quel punto famoso e durante il tragitto magnificavano loro le meraviglie che avrebbero viste di lassù.

Giovanna seduta nel treno accanto a Piero stava zitta, guardava le cupe ombre della foresta in mezzo alla quale salivano e sentiva per Piero una tenerezza come non aveva mai sentito, perchè nella passeggiata della Gloria egli era stato quale lo aveva voluto lei. Sentiva per Piero una tenerezza che le faceva ridere il delicato cuore. Pensava dentro di sè, mentre il treno saliva nel cupo della foresta e della notte, Giovanna pensava: — Sarà sempre così questo grand'uomo che in Italia da tanta gente ho sentito dipingere come cattivo e violento? Basterà ch'ei legga sulle mie labbra una parola che non dirò: «Silenzio!». E lui saprà amarmi com'io voglio! — Perchè Giovanna aveva sempre paura di diventar l'amante di Piero.

Quando il treno fu al termine, la comitiva fece a piedi l'ultima salita del gran picco e giunta presso la cima, uno degli amici disse agli Axerio e al Buondelmonti: